Direttive sulla protezione delle acque
I fiumi, i laghi, le acque sotterranee e le acque costiere d’Europa sono essenziali sia per le persone sia per la fauna selvatica. Ci forniscono acqua potabile, cibo e servizi fondamentali, sostenendo al contempo una vasta gamma di habitat e specie.
Il monitoraggio mostra che molti corpi idrici europei non raggiungono gli obiettivi di qualità chimica, e crescono le preoccupazioni riguardo a microplastiche, geni di resistenza antimicrobica e sostanze chimiche persistenti che si accumulano nell’ambiente acquatico.
Con l’intensificarsi della perdita di biodiversità e l’aumento delle pressioni su acque superficiali e sotterranee dovute ai cambiamenti climatici e ad altri impatti antropici, è più importante che mai adottare azioni concrete per proteggere l’ambiente acquatico dagli effetti nocivi delle sostanze chimiche.
L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) assumerà un ruolo e nuovi compiti scientifici nell’ambito della normativa aggiornata dell’UE sulla protezione delle acque, che rafforzerà la tutela delle risorse idriche europee dagli effetti nocivi delle sostanze chimiche.
Il quadro rivisto dell’UE per la protezione delle acque è stato adottato nel marzo 2026 ed è entrato in vigore l’11 maggio 2026.
L’ECHA fornirà la base tecnica e scientifica per sostenere la Commissione europea nelle decisioni relative agli inquinanti delle acque. L’Agenzia preparerà relazioni scientifiche per:
- identificare le sostanze prioritarie da includere negli elenchi degli inquinanti delle acque superficiali e sotterranee, compresa l’elaborazione e l’aggiornamento dei relativi standard di qualità (ambientale);
- identificare le sostanze da inserire nelle watchlist per le acque superficiali e sotterranee; e
- proporre, ove necessario, standard di qualità ambientale armonizzati per gli inquinanti specifici dei bacini idrografici e valori soglia armonizzati per gli inquinanti regionali delle acque sotterranee.
Comprendere come l’UE protegge le acque superficiali e sotterranee
L’Unione europea ha istituito un solido quadro giuridico per proteggere le proprie acque. Le sue tre direttive – la Direttiva quadro sulle acque, la Direttiva sugli standard di qualità ambientale e la Direttiva sulle acque sotterranee – mirano a garantire che i corpi idrici superficiali raggiungano un buono stato ecologico e chimico, e che i corpi idrici sotterranei raggiungano un buono stato quantitativo e chimico. Le direttive mirano inoltre a prevenirne il deterioramento.
Gli Stati membri devono monitorare lo stato dei loro corpi idrici e riferire in merito all’Agenzia europea dell’ambiente e alla Commissione europea. Il raggiungimento di un buono stato in tutte le acque dell’UE contribuisce anche a obiettivi più ampi dell’Unione, come One Health, la resilienza idrica e l’obiettivo inquinamento zero.
Ruolo dell’ECHA
La normativa richiede che l’ECHA riferisca ogni sei anni sugli eventuali aggiornamenti degli elenchi principali degli inquinanti e dei relativi standard di qualità delle acque. Nello stesso ciclo, l’ECHA può anche proporre standard/valori soglia armonizzati per gli inquinanti specifici dei bacini idrografici e per gli inquinanti regionali delle acque sotterranee.
L’ECHA identificherà inoltre le sostanze da inserire nelle watchlist per le acque superficiali e sotterranee ed è tenuta a riferire sugli aggiornamenti proposti ogni tre anni. La Commissione europea può modificare le watchlist tramite atti di esecuzione.
Quando prepara le proprie relazioni scientifiche, l’ECHA considera tutte le evidenze scientifiche rilevanti, tra cui informazioni di valutazione dei rischi, dati di monitoraggio, informazioni provenienti da altre normative pertinenti, pubblicazioni scientifiche e dati di telerilevamento. L’Agenzia tiene inoltre conto dei contributi degli stakeholder e dei gruppi di lavoro di esperti. Per i valori proposti degli standard di qualità (ambientale), sono incluse anche le opinioni dei comitati scientifici dell’ECHA per la Valutazione dei rischi (RAC) e l’Analisi socio‑economica (SEAC).
Sulla base delle relazioni dell’ECHA, la Commissione europea elabora quindi proposte legislative, che seguono la procedura legislativa ordinaria per aggiornare formalmente le direttive.
Come l’ECHA protegge le acque superficiali
Identificazione delle sostanze prioritarie
Si tratta di sostanze chimiche pericolose che rappresentano un rischio per le acque superficiali a livello dell’UE e che richiedono monitoraggio regolare. Sono elencate nella Lista delle sostanze prioritarie dell’UE. L’ECHA elabora e aggiorna gli standard di qualità ambientale per queste sostanze. Se tali standard vengono superati, significa che il corpo idrico non è in buono stato chimico.
Sviluppo di standard di qualità ambientale armonizzati per gli inquinanti specifici dei bacini idrografici
Sono inquinanti presenti in quantità significative in specifici bacini idrografici, ma non inclusi nella lista UE delle sostanze prioritarie. Ogni Stato membro identifica questi inquinanti e stabilisce standard nazionali per garantire che non compromettano la qualità delle acque. Per alcune sostanze può essere necessario sviluppare valori armonizzati, che saranno elaborati dall’ECHA.
Identificazione delle sostanze da inserire nella watchlist
Gli inquinanti che potrebbero rappresentare un rischio per la qualità delle acque superficiali a livello dell’UE vengono inseriti nella watchlist. Gli Stati membri devono monitorare queste sostanze per valutare i rischi che possono comportare e per considerarle per un’eventuale inclusione nella lista delle sostanze prioritarie. Il compito dell’ECHA è proporre le sostanze da aggiungere alla watchlist e analizzare i dati di monitoraggio raccolti.
Come l’ECHA protegge le acque sotterranee
Identificazione degli inquinanti delle acque sotterranee
Sono sostanze pericolose che incidono sulle acque sotterranee a livello dell’UE. Sono elencate nella
Lista UE degli inquinanti delle acque sotterranee. L’ECHA elabora e aggiorna gli standard di qualità per questi inquinanti. Se tali standard vengono superati, significa che il corpo idrico sotterraneo non è in buono stato chimico.
Sviluppo di valori soglia armonizzati per gli inquinanti regionali
Si tratta di inquinanti delle acque sotterranee rilevanti a livello nazionale, regionale o locale. L’ECHA svilupperà valori soglia armonizzati per alcuni di questi inquinanti, ove necessario.
Identificazione delle sostanze da inserire nella watchlist
Gli inquinanti che potrebbero rappresentare un rischio per la qualità delle acque sotterranee a livello dell’UE vengono inseriti nella watchlist. Gli Stati membri devono monitorare queste sostanze per valutarne i rischi e considerarle per l’inclusione nell’elenco degli inquinanti delle acque sotterranee. Il compito dell’ECHA è proporre le sostanze da aggiungere alla watchlist e analizzare i dati di monitoraggio raccolti.
Nuove sostanze aggiunte agli elenchi degli inquinanti delle acque
L’UE ha aggiornato il proprio elenco di inquinanti idrici includendo nuove sostanze identificate come dannose per l’ambiente e la salute umana. Queste aggiunte — basate sulle più recenti evidenze scientifiche — comprendono alcune sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), come il TFA, pesticidi e prodotti farmaceutici.
Per la prima volta, le norme affrontano anche:
- microplastiche,
- indicatori di resistenza antimicrobica,
- ecosistemi sensibili delle acque sotterranee.
La legge rivista introduce inoltre l’obbligo di testare il cosiddetto monitoraggio basato sugli effetti (effect-based monitoring). Invece di misurare singoli inquinanti, questo metodo valuta il rischio combinato per la qualità delle acque e può rendere il monitoraggio più completo ed efficiente.
La legislazione aggiorna anche i limiti per gli inquinanti già presenti negli elenchi. Sei sostanze che non rappresentano più un rischio a livello dell’UE — grazie a misure di divieto o restrizione — vengono spostate in nuovi elenchi di inquinanti di rilevanza nazionale.
La legge attribuisce all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) un ruolo centrale nella preparazione delle future revisioni degli elenchi degli inquinanti e dei relativi standard, in linea con l’obiettivo della Commissione di promuovere l’approccio “una sostanza, una valutazione” previsto dalla Strategia per la sostenibilità in campo chimico.
Le nuove norme rafforzano inoltre la cooperazione transfrontaliera e rendono più dinamica la raccolta e la comunicazione dei dati sullo stato delle acque.
Nuove misure di semplificazione
La revisione elimina e razionalizza alcuni obblighi di rendicontazione, riducendo l’onere amministrativo per gli Stati membri e facilitando la condivisione dei dati di monitoraggio con la Commissione attraverso strumenti digitali sviluppati in stretta collaborazione con l’Agenzia europea dell’ambiente.
La nuova legge incorpora una definizione del principio di non deterioramento e introduce la possibilità di autorizzare due tipi di attività, purché soggette a rigorose garanzie:
- interventi di miglioramento, come la ricostruzione di ponti o opere di protezione dalle inondazioni, che possono avere solo impatti temporanei;
- attività che comportano un semplice spostamento dell’inquinamento senza aumentarne la quantità, come il drenaggio per lavori di costruzione o il dragaggio dei sedimenti.
Prossime tappe
Gli Stati membri dovranno attuare i requisiti e recepire le modifiche alle tre direttive interessate entro il 22 dicembre 2027:
- Direttiva quadro sulle acque,
- Direttiva sugli standard di qualità ambientale,
- Direttiva sulle acque sotterranee.

